Conosco bene questa situazione. C'è stato un momento in cui ho creduto che il mio tempo fosse davvero finito per sempre: sprecato in recriminazioni sul passato, aspettative da soddisfare, preoccupazioni per il futuro.
Anni buttati inseguendo obiettivi che non mi appartenevano, giocando secondo regole che non condividevo, ignorando i segnali sempre più forti che il mio corpo inviava.
Come in trance, mi sono costretta a spegnermi ogni giorno di più nel tentativo di accontentarmi, in nome di un'illusoria sicurezza.
Dentro di me, il vuoto mi portava a fare di tutto per dimostrare di essere abbastanza e diventare come mi avrebbero voluta, per ottenere finalmente il riconoscimento e l'approvazione che ho cercato per tutta la vita.
Torni al corpo: ascolti i tuoi bisogni, spegni il rimuginio e inizi a respirare.
Impari a pensare meno per vivere meglio e a riconoscere cosa è essenziale per te.
Le emozioni diventano bussola, non tsunami.
Sviluppi compassione per te stessa, smetti di farti la guerra e impari a trattarti con la cura e l'amore che meriti.
Nonostante la paura, prendi decisioni allineate alla tua Stella Polare.
Agisci con coraggio per uscire da ciò che ti prosciuga e per costruire giorno dopo giorno la vita che vuoi, senza rimpianti.
Ma non è stato sempre così: lungo il mio cammino ho attraversato mari tempestosi.
Un'infanzia difficile, il sentirmi diversa, il rapporto conflittuale con la mia famiglia d'origine, l'autosvalutazione, amicizie e relazioni sentimentali tossiche, alcune perdite laceranti, un cambio di carriera radicale dopo vent'anni, due malattie autoimmuni, la leucemia che mi ha vista morire e rinascere, le sabbie mobili della depressione.
Ogni sfida ha custodito insegnamenti importanti che si sono trasformati in strumenti preziosi.